Rivitalizzazione del patrimonio pubblico nella Città Storica di Roma

WORKSHOP SULLA Rivitalizzazione del patrimonio  pubblico nella Città Storica di Roma 17  GIUGNO 2015 , ore 16, Lungotevere Pierleoni 1
Promosso dal LABORATORIO PERMANENTE del Dipartimento Beni Culturali dell’Ordine degli Architetti PPC  di Roma e Provincia “La Città Storica da un punto di vista di genere” , il Municipio Roma1, La casa della Città

“Da oltre vent’anni la valorizzazione degli immobili pubblici è al centro di iniziative di governi di vari orientamenti politici. I risultati finora ottenuti sono da più parti giudicati insoddisfacenti, sia in termini di efficienza gestionale che di innesco di processi di sviluppo economico e sociale. A vari livelli istituzionali stanno emergendo nuove iniziative e nuove interpretazioni della valorizzazione. A scala nazionale la valorizzazione è intesa come potenziale soluzione a problemi urgenti come il disagio abitativo o come stimolo per lo sviluppo del territorio. La concessione degli immobili è oggi vista dai Comuni come un’opportunità per generare introiti o nuovi servizi locali.”
(dal programma del seminario: Valorizzazione degli immobili pubblici e sviluppo territoriale, DASTU, Politecnico di Milano, 19 maggio 2015).

Alcune domande per il workshop del 17 giugno ore 16 al Municipio Roma1 – Lungotevere Pierleoni 1, sala multimediale – sul tema:

RIVITALIZZAZIONE DEL PATRIMONIO PUBBLICO NELLA CITTA STORICA (CS) DI ROMA

  1. Quale parte del patrimonio pubblico dismesso o in via di dismissione è destinata a essere venduta a soggetti privati e quale resterà di proprietà pubblica? in merito a quest’ultima, quali sono le destinazioni d’uso future, i tipi d’intervento di recupero e i modi di gestione previsti da Roma Capitale?

EDIFICI E COMPLESSI ARCHITETTONICI DI VALORE STORICO

 

  1. L’amministrazione è disposta a partecipare, assieme agli abitanti e alle forze economiche interessate (piccole imprese o cooperative edilizie, associazioni interessate ad affittare e a gestire attività di servizio e sociali negli immobili recuperati, ecc.), alle scelte progettuali ed economico-finanziarie riguardanti alcuni edifici o complessi del patrimonio pubblico storico dismesso o in via di dismissione? quali potrebbero essere gli immobili da recuperare attraverso un processo partecipativo? (pensiamo agli edifici abbandonati del Celio, il caso di Palazzo Nardini (proprietà della Regione Lazio), villa Rivaldi ai Fori, la Caserma Medici (ex-convento) all’Esquilino, L’Angelo Mai con annesso giardino (non ancora recuperato). Villa Altieri è stata restaurata, ma è chiusa e non utilizzata ? (Dopo due anni di restauri, Villa Altieri torna alla città. Oggi l’inaugurazione del gioiello barocco con il presidente della Repubblica Napolitano e il presidente della Provincia di Roma Zingaretti. Un progetto di recupero costato 5 milioni di euro che renderà l’edificio del Seicento la sede del Palazzo delle Culture e della Memoria Storica della Provincia di Roma, che ne è proprietaria dal 1975).
  1. Come bloccare il trend che vede la riduzione dei banchi di vendita dei mercati pubblici: qualora si pensasse che questo trend possa essere fermato, quali usi alternativi si potranno fare dei loro spazi, con riferimento particolare ai mercati di via Baccina, via Cola di Rienzo, via Sabotino (mercato Vittoria) e via Trionfale (Mercato dei fiori)? (Pensiamo di arricchire i mercati con Case di quartiere fornite di biblioteche, area giochi, ristoro, asili nido, spazi d’incontro per associazioni e comitati, bagni pubblici a pagamento, punti di informazioni al quartiere).


SETTORI URBANI

  1. Quali sono le politiche di recupero e riuso del patrimonio pubblico di Roma Capitale? Esistono specifiche strategie volte a favorire i giovani che desiderano avviare attività coerenti con il carattere della CS? o finalizzate a favorire il rientro degli artigiani (veri) che, fino a pochi anni fa, vivevano e svolgevano un’attività artigianale nella CS, prima di essere espulsi in aree più periferiche della città per sfratto, aumento eccessivo dei canoni di affitto delle abitazioni e dei locali commerciali, ecc.? E’ possibile che una quota parte patrimonio pubblico dismesso, ad uso non residenziale (come ad esempio, l’ex-deposito ATAC e la ex- caserma in viale Angelico 19), possa essere recuperata e riutilizzata, almeno in parte, oltre che come servizi pubblici e verde, anche come social housing e/o affittata a famiglie che siano disposte a rifondere nell’immediato una parte dei costi di recupero sostenuti dall’amministrazione e a restituire gradualmente la parte rimanente con un aggravio degli affitti versati mensilmente all’amministrazione stessa, per tutto il periodo necessario a rifondere la totalità dei costi di recupero? È pensabile attuare un programma finalizzato a recuperare una piccola parte del patrimonio per fornire i senzatetto di un’abitazione in cambio di alcune attività da loro svolte, atte a riavvicinarli a una vita più attiva e socialmente utile?
  2. E’ possibile ritenere che la rivitalizzazione di ambiti urbani sia possibile attraverso la realizzazione di isole ambientali ? (pensiamo ad almeno due isole ambientali, quella delimitata da viale delle Milizie, via Silvio Pellico, via della Giuliana, piazza Giovine Italia e via Grazioli Lante e quella delimitata da viale Giulio Cesare, via Leone IV, via Cola di Rienzo e via Fabio Massimo, importante quest’ultima per favorire i pellegrini del Giubileo adesso e per il turismo religioso di sempre).
  3. Quali interventi sono in corso di elaborazione per facilitare il soggiorno e le attività di quanti giungeranno a Roma in occasione del prossimo giubileo recentemente annunciato da papa Francesco? in termini sia di percorsi atti a facilitare l’accesso alla città e ai principali eventi, sia di attrezzature di alloggio e di servizio? (Pensiamo ai percorsi dell’accoglienza con pavimentazioni adeguate, panchine, fontanelle, punti luci, cestini rifiuti, display nelle fermate bus, bagni in locali lungo il percorso, ecc)

ARCHIVI

  1. Esistono archivi che possono essere interrogati in merito alle problematiche del patrimonio pubblico per ricavare informazioni utili da poter avviare e realizzare almeno alcune delle politiche urbane di cui sopra? Se no, sono previste attività finalizzate ad arricchire le informazioni memorizzate negli archivi attuali?
  2. E’ possibile confrontare i dati sul patrimonio pubblico attuale nella CS con quello presente venti anni fa?
  3. E’ possibile accedere a un archivio che contenga la totalità delle schede progettuali elaborate dagli abitanti della CS in occasione delle Conferenze Urbanistiche municipali finalizzate alla costruzione della Carta dei Valori, al fine di visionare le proposte orientate a risolvere i problemi relativi al recupero e riuso del patrimonio pubblico dismesso o in via di dismissione?

COORDINAMENTO

  1. Gli assessorati e dipartimenti di Roma Capitale, direttamente o indirettamente interessati ad attuare le politiche urbane, gl’interventi e le attività tecniche e informative di cui sopra, hanno la volontà e la possibilità concreta di coordinarsi per svolgere i compiti che sono necessari allo scopo? quali attività nel futuro il comune intende svolgere per attuare politiche di riuso del patrimonio pubblico, anche alla luce degli esiti delle Conferenze urbanistiche ?

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RESOCONTO DELL’INCONTRO

Ieri 17 giugno ore 16 l’incontro organizzato dal lab. permanente “LA CITTA’ STORICA DA UN PUNTO DI VISTA DI GENERE” presso il Municipio Roma1 è andato molto bene erano presenti, oltre che una ventina di rappresentanti del Lab., il gruppo dell’Esquilino e alcuni rappresentanti di comitati di Prati Della Vittoria, Petrachi, responsabile della Conferenza Urbanistica, l’ass. Tatiana Campioni del Municipio Roma 1 e Virginia Rossini, direttore del Dip. Beni Culturali dell’Ordine degli Architetti.
Ha presentato le domande prima Elena Mortola, coordinatrice del Lab e a seguire Paola Rosati, responsabile del gruppo Patrimonio del lab.

Il prossimo incontro si svolgerà sempre nella sede del Municipio Roma1 a metà settembre-primi di ottobre.

Petrachi ha parlato dell’archivio dei dati raccolti in funzione della Conferenza Urbanistica che si è tenuta il 28 maggio alla Casa dell’Architettura (vedi tutti gli interventi in http://www.urbanistica.comune.roma.it/roma-prossima-28-05-2015.html)

Per quanto riguarda il patrimonio parla della “Carta della Città Pubblica” (http://www.urbanistica.comune.roma.it/carta-citta-pubblica.html), gestita da due anni dall’arch. Geusa con i suoi collaboratori. Questo lavoro verrà proseguito dai suoi collaboratori perchè Geusa è in pensione.

Mortola, in merito alla Carta della Città Pubblica osserva che la carta va aggiornata per quanto riguarda il Quartiere Della Vittoria, e in particolare per quanto riguarda la residenza pubblica di proprietà di Roma Capitale, che è stata tutta alienata. Osserva inoltre che la proprietà pubblica è molta, ma la destinazione d’uso ormai non può essere cambiata e difficilmente potrà essere oggetto di future strategie d’intervento (a parte, per fare un esempio, l’ex-deposito ATAC e la caserma in viale Angelico 19, nel quartiere Della Vittoria e alcuni cinema abbandonati)

Campioni, la realizzazione di opere di recupero potrà avvenire solo attraverso Bandi pubblici o Project Financing.

Rossini, La Sovrintendenza fa studi preparatori per preparare i bandi.

Campioni, non sono d’accordo a vendere negozi di proprietà pubblica (per esempio i negozi di via Giolitti). Sollecito i comitati, ass. e lab a fare proposte per i mercati coperti ed informare l’ass. al Commercio Leonori, che sarà invitata al prossimo incontro.

Gelsomini, parla del Progetto Celio che riguarda alcuni edifici storici, alcuni restaurati , altri in rovina tutti non utilizzati. Esiste anche un progetto finanziario.

Mortola, a proposito dei mercati coperti  sostiene che dovrebbero essere vitalizzati abbinandoli a “casa del quartiere”, una struttura multifunzionale con ristoro, sala d’incontro per tutte le classi d’età, corsi di ginnastica e ballo, centro musicale e centro internet, bagni e salette per il riposo e la lettura, ecc. Si potrebbe utilizzare anche una parte della sala mercato, che, spesso, come nel caso di via Sabotino, e ancora di più nel caso di via Baccina, sono quasi vuote perchè con pochi banchi per la vendita al dettaglio.

Petrachi, inviato a esprimersi in merito all’ex-rimessa ATAC e alla caserma in viale Angelico 19, dice di non sapere nulla sulle sorti della prima e sostiene che i rapporti con i militari sono molto difficili quando si parla di alienazione delle caserme.

Giangrande, riporta il lavoro parallelo che alcuni comitati di Borgo, Prati e Della Vittoria stanno svolgendo per alcune proposte immediate, relative ai quartieri di competenza, da sottoporre al Municipio e al Comune per il Giubileo adesso, ma anche per Roma in futuro (vedi http://www.progettazionepartecipata.org/generali/giubileo-oggi-roma-domani/).

Mortola , Abbiamo individuato due isole ambientali quella che fa capo a piazza Giovine Italia

Isola ambientale 2

e quella che fa riferimento a piazza Risorgimento

Isola ambientale 4

 Il percorso dell’accoglienza diventa parte integrante e strutturante delle isole pedonali. Per l’approfondimento del percorso d’accoglienza piazza Giovine Italia – Piazza San Pietro si rimanda al sito
http://www.progettazionepartecipata.org/progettazione-partecipata/il-percorso-pedonale-piazza-giovine-italia-piazza-san-pietro/
Bizzotto, Con i componenti del suo gruppo si rende disponibile con la Tatiana Campioni  a entrare in dettaglio nei giorni seguenti in merito ai Percorsi dell’Accoglienza.
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PROGRAMMA 2015-2016 DEL LABORATORIO PERMANENTE del Dipartimento Beni Culturali dell’Ordine degli Architetti PPC  di Roma e Provincia “La Città Storica da un punto di vista di genere”
 
CHE COSA : 
  1. Raccogliere nuovi progetti dal basso elaborati nell’ambito del Municipio Roma 1 con l’aiuto del Municipio stesso e della Conferenza Urbanistica, stimolando le associazioni e i comitati locali a produrre nuove schede.  Avviare un censimento delle nuove proposte un anno dopo quello effettuato dalla Conferenza Urbanistica.
  2. Avviare alcuni progetti strategici dal basso a livello di quartiere – per esempio Prati/Della Vittoria/Borgo e Trastevere – mediante l’approccio Strategic Choice.
  3. Pubblicare entro novembre i risultati del gruppo di lavoro del Laboratorio I percorsi dell’accoglienza.
  4. Pubblicare gli atti del Convegno del 22 aprile 2015 e del workshop del 17 giugno 2015.
  5. Organizzare entro giugno (o comunque non oltre settembre 2015) un nuovo workshop intitolato Rivitalizzazione del patrimonio  pubblico nella Città Storica di Roma.
In merito al punto 5) Il Laboratorio si sta già impegnando nell’organizzazione del workshop, che si svolgerà presso la  sede del Municipio Roma1, Lungotevere Pierleoni 1 il giorno 17 giugno ore 16.
Il workshop – con l’aiuto del Dipartimento Patrimonio di Roma Capitale e del Municipio Roma 1 – intende dare un contributo per ridurre o eliminare le numerose incertezze sulla disponibilità e l’utilizzabilità concreta delle informazioni riguardanti il patrimonio pubblico.
L’acquisizione e l’utilizzo di tutte le informazioni disponibili sul patrimonio della Città Storica di Roma sarà fondamentale per riuscire a formulare strategie di intervento di recupero e riutilizzo ai fini della rigenerazione della CS,  attraverso la rivitalizzazione del patrimonio architettonico,  la costruzione di un benessere trasversale alle  diverse categorie di utenze e un’offerta di servizi integrati adeguati a tutte le esigenze. Le informazioni sulla disponibilità immediata e programmabile del patrimonio pubblico è indispensabile soprattutto per poter  pianificare la rivitalizzazione di interi settori della Città Storica e non solo di singoli edifici.
Durante il workshop sarà importante ragionare in merito a nuovi soggetti – come le cooperative di comunità e di utenza – che possano innescare processi virtuosi nei quali gli attori direttamente interessati s’impegnino a mettere in atto nuove modalità di intervento economico e finanziario  basate, ad esempio, su forme di azionariato diffuso.
CON CHI:
  • Le associazioni che fanno parte del Laboratorio (o che saranno invitate a farne parte in un prossimo futuro)
  • La Casa della Città
  • Il Dipartimento Patrimonio di Roma Capitale
  • Il Municipio Roma1
  • La Conferenza Urbanistica

 

PATRIMONIO RESIDENZIALE PUBBLICO NEL QUARTIERE DELLA VITTORIA
  • Nell’area Delle Vittorie sono presenti tre edifici di proprietà pubblica e sono l’edificio dell’arch. De Renzi a Piazza Mazzini, un edificio a corte in via Dardanelli e un edificio a via Sabotino (angolo via Paolucci de Calboli) (vedi Carta della Città pubblica di Roma Capitale). Bisognerebbe sapere se all’interno di questi edifici ci sono appartamenti disponibili al presente o prevedibilmente al futuro . A seguito di un incontro il giorno 20 maggio 2015 presso la sede del Municipio Roma 1 tra Tatiana Campioni, Paola Rosati e Elena Mortola alle ore 17, abbiamo ridotto alcune incertezze. Pare che la maggior parte degli appartamenti negli edifici che risultano di proprietà pubblica sopra citati sono stati riscattati dagli abitanti. Naturalmente questo fatto è positivo perchè gli immobili sono diventati di proprietà dei residenti, Però perche questi edifici sono ancora nella Carta della Città pubblica?. Rimane di proprietà pubblica l’edificio del mercato, occupato dal mercato a Piano terra e disponibile nei due piani superiori che sono stati liberati da precedenti attività. Alla luce degli articoli usciti nella cronaca di Roma dei maggiori quotidiani dal 5 febbraio 2015 risulta che l’amministrazione comunale ha in programma di vendere la maggior parte del patrimonio pubblico. Sarà nostra cura cercare di convincere l’amministrazione di conservare il patrimonio pubblico del quartiere della Vittoria, come l’ex-deposito ATAC e la Caserma di viale Angelico 19.

Bisogna riconoscere che, a parte questi edifici nel quartiere Della Vittoria, gli edifici  residenziali pubblici nel Municipio Roma1 sono pochi (Paola Rosati li sta classificando). Questo potrebbe indicare che l’argomento non è significativo. Bisogna ricordare che sempre nel quartiere Della Vittoria ci sono edifici pubblici non utilizzati come l’ex-rimessa ATAC e la caserma in viale Angelico 19, senza contare le caserme tra viale Giulio Cesare e Viale delle Milizie e l’edificio del Mercato dei fiori che potrebbero essere parzialmente destinati a residenza o i due casali Strozzi a Monte Mario. Quindi una politica strategica potrebbe essere quella di offrire  residenza pubblica in affitto in edifici di valore storico. Oppure destinare parte di questi edifici pubbblici disponibili a Centri di accoglienza per il turismo religioso e Centri tipo “Diurno” per le persone che dalla periferia vengono a lavorare al Centro e hanno bisogno di un riposo temporaneo. Paola Rosati ha perorato l’utilizzo a residenze speciali per Palazzo Nardini in via del Governo vecchio e un accordo pubblico privato sempre per l’utilizzo a residenze speciali per alcuni edifici di proprietà pubblica a Trastevere.

PROGETTO STRATEGICO DAL BASSO

foglio 10-PRATI progetto stategico dal bassosmall

Con la Campioni abbiamo parlato a lungo della mappa che descrive la proposta del Lab per l’area Prati/Della Vittoria/ Borgo. Eravamo d’accordo sull’urgenza di fare isole ambientali come quelle proposte nella mappa. In particolare abbiamo discusso sulla necessità di rendere pedonale Piazza Risorgimento, conservando il traffico solo sul lato verso S.Pietro (comunque a 30 km/h) e sulle due strade via Porcari e via Crescenzio (che potrebbero rimanere a 50 km/h). Si potrebbe anticipare la fermata del tram 19 a viale delle Milizie e togliere i capolinea a Piazza Risorgimento. La Campioni si è dichiarata molto d’accordo sull’idea del percorso d’accoglienza (prevalentemente religioso) da piazza Giovine Italia a San Pietro con un aumento della dimensione dei marciapiedi a viale Angelico, via Barletta e via Ottaviano, interventi quindi sulla pavimentazione, eliminazione delle bancarelle, aumento del verde e delle panchine, e delle fontanelle, ecc. , previsione di un Centro di Accoglienza nella Caserma di Viale Angelico 19. A nostro avviso nche via Cola di Rienzo dovrebbe essere trasformato in percorso d’accoglienza (non solo religioso),  dovrebbero essere aumentate le dimensioni dei marciapiedi con una pavimentazione molto curata, aumentando il verde e le panchine, le fontanelle e con un Centro di accoglienza in parte del mercato coperto con bagni e riposo tipo Diurno.

IL PERCORSO PEDONALE VIALE ANGELICO-VIA BARLETTA-VIA OTTAVIANO-PIAZZA RISORGIMENTO-VIA DI PORTA ANGELICA
Questo percorso pedonale dovrebbe partire da piazza Giovine Italia (sulla sinistra con le spalle a S.Pietro) e dovrebbe essere approssimativamente di 10 metri. Nel tratto piazza Giovine Italia-viale delle Milizie dovrebbe assorbire il controviale di sinistra (sulla sinistra con le spalle a S.Pietro), idem nel tratto di via Barletta, proseguire a via Ottaviano e dopo piazza Risorgimento congiungersi con l’attuale percorso di via di Porta Angelica. Dovrebbero essere tolti da piazza Risorgimento i capolinea del tram 19 e dell’autobus 32, anticipati a viale delle Milizie il primo e a via Barletta il secondo. In un immediato futuro questo percorso pedonale potrebbe partire da via Barletta, considerato che ci vorrà più tempo per poter trasformare la caserma di viale Angelico 19.

via di Porta Angelica
Percorso pedonale in via di Porta Angelica. Potrebbe proseguire con la stessa larghezza su via Ottaviano , via Barletta e viale Angelico fino a Piazza Giovine Italia.

 

DIMENSIONI DI VIALE ANGELICO E FUTURO ASSETTO

viale Angelico-nuovo copia

La larghezza dell’ingombro del viale Angelico, compresi gli attuali marciapiedi, è di 40 metri.Il percorso pedonale di circa 10 metri dovrebbe assorbire il controviale di sinistra (sulla sinistra con le spalle a S.Pietro), proseguire tangente alla caserma di viale Angelico 19 (possibile sede di un centro di accoglienza, parcheggi e altro) fino ad arrivare a viale delle Milizie. Il resto potrebbe rimanere come è adesso con in più macchine a spina di pesce tra la strada e il percorso pedonale di 10 metri.

  • Il percorso, le panchine e le fontanelle dovrebbero essere fatte in travertino e con riciclaggio di avanzi di travertino.
  • Sanpietrini in basalto e travertino riciclato per strisce pedonali, leggermente rialzati
  • Sanpietrini in travertino riciclato per la pavimentazione
  • Colonnotti in travertino come sedili alle fermate degli autobus, isolati o collegati con lastre di travertino (vedi piazza Venezia)

panchina travertino
Sedili in travertino

fontanella in travertino

Fontanella in travertinoSanpietrini in travertino riciclato

sanpietrino di travertino riciclato
Pavimentazione con sanpietrini in travertino riciclato

 

via di Porta Angelica

Via di Porta Angelica

Piazza giovine italia

Piazza Giovine Italia

via Barletta copia copia

Via Barletta

L’idea di un Laboratorio permanente di Progettazione Partecipata del Municipio ROMA1 in un piano del mercato di via Sabotino.

Esempio di struttura

  1. Fare un bando per l’adesione delle Associazioni interessate, specificando il ruolo e l’impegno. Selezione delle Associazioni.
  2. Roma capitale fa bandi per finanziare o far finanziare processi partecipati su determinati argomenti, realizzati da associazioni considerate competenti.
  3. Esempi di Progettazione partecipata di massima: Progettazione partecipata di isole ambientali, progettazione di percorsi dell’accoglienza, progetti di recupero di edifici abbandonati, ecc. I progetti partecipati considerati coerenti con il contesto architettonico e sociale e fattibili da apposita giuria vengono realizzati dal Comune, anche con modalità non tradizionali.

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