Alcune argomentazioni sul Laboratorio permanente di Progettazione Partecipata “La città storica da un punto di vista di genere”, Ordine degli Architetti di Roma

Lettera di convocazione dell’incontro del Lab. Permanente di Progettazione Partecipata”La città storica da un punto di vista di genere” del 23 settembre 2015 , ore 16 – Sala Consiliare Casa dell’Architettura

Condivisa da Elena Mortola, Alessandro Giangrande, Marta Carusi, Silvia Gnetti, Romina Peritore, Paola Rosati

E’ arrivato il momento, per il Laboratorio Permanente di Progettazione Partecipata La Città Storica da un punto di vista di genere, di fare il bilancio complessivo dell’attività svolta e definire meglio gli obiettivi che esso intenderà perseguire nell’immediato.

Occorre anche fare chiarezza sui margini di autonomia del Laboratorio in rapporto alla scelta delle tematiche da affrontare (fatto salvo l’ambito territoriale di riferimento: la “Città Storica” e “il punto di vista di genere”), ma è soprattutto importante che tutti i suoi membri confermino la loro adesione all’approccio partecipativo che è all’origine della sua attivazione e che dovrà contraddistinguere non solo le attività di ricerca e i progetti da elaborare nel suo ambito, ma anche il suo funzionamento interno.

I gruppi di lavoro del Laboratorio sono stati certamente funzionali al lavoro svolto finora – soprattutto in relazione alla Conferenza Urbanistica del Municipio Roma 1, al Convegno che ha avuto luogo presso la Casa della Città e al recente incontro del primo Municipio – ma hanno anche contribuito, sia pur involontariamente, a forme di “chiusura” che sono (e potrebbero essere sempre più in futuro) causa di comportamenti che rispecchiano di fatto una scarsa volontà di partecipazione dei loro membri.

La sollecitazione a rafforzare i legami tra i vari gruppi di lavoro o a rifondarli – sulla base dei risultati emersi nel corso della nostra ricerca che mostrano l’importanza di renderli maggiormente interdisciplinari – sono caduti finora nel vuoto. Occorre anche ragionare se questo rafforzamento (o rifondazione) sia possibile, tenendo conto delle volontà dei loro membri di attuarli. Le numerose riunioni che si sono svolte finora nella Casa dell’Architettura sono state certo utili per scambiare opinioni ed effettuare scelte organizzative, ma solo raramente hanno consentito di svolgere specifiche attività di ricerca o di progettazione nel suo ambito. Il lavoro “importante” è stato fatto principalmente “a casa” dai più volonterosi, da coloro che ne avevano la possibilità (soprattutto professionisti in pensione), ma anche da giovani, pur oppressi spesso da scadenze capestro perché costrettivi da un lavoro precario. Tutto ciò ha contribuito a privare il Laboratorio di un momento di costruzione partecipata di un percorso comune, specie tra gruppi di lavoro differenti.

Il Laboratorio non ha ricevuto finora finanziamenti né dall’Ordine, né dai Comitati o Associazioni che lo compongono, né da altri Enti per le attività svolte (anche se ha partecipato a Bandi della Comunità Europea e della Regione Lazio, piazzandosi bene, ma senza ottenere finanziamenti). E’ auspicabile che in futuro esso possa essere finanziato per consentirgli di svolgere alcune attività organizzative e di autopromozione. Quantomeno sarà importante individuare un modo per finanziare alcune pubblicazioni che sarebbero importanti per il Laboratorio ma anche per coloro che vorranno utilizzarle come titoli utili per la loro carriera scientifica o per il loro curriculum professionale.

E’ possibile che alcuni componenti del Laboratorio dispongano di risorse finanziarie personali o loro assegnate dagli enti di cui fanno parte, e vogliano metterle a disposizione per qualcuna di queste attività. Nel caso sarà opportuno stabilire alcune regole per l’utilizzo delle stesse, salvaguardando sia l’autonomia del titolare delle risorse, sia la proprietà intellettuale del Laboratorio nel cui ambito il lavoro è svolto.

Sarebbe opportuno che il prossimo incontro presso la Casa dell’Architettura si svolgesse in una sala sufficientemente ampia, dove tutti i partecipanti potessero sedere attorno allo stesso tavolo. L’ordine del giorno dovrebbe contemplare l’individuazione dei problemi che il Laboratorio dovrà al più presto affrontare e delle possibili soluzioni che per essi prefigurano i suoi membri. Tutto ciò costituirà un primo passo di un processo partecipativo che porterà a identificare le soluzioni più valide e maggiormente condivise, che i responsabili – ma anche i membri tutti – dovranno impegnarsi a realizzare.

Qui di seguito, a titolo di esempio, sono riportate alcune delle problematiche coerenti con quanto sopra illustrato:

 

a- Con quali finanziamenti si possono pubblicare gli atti dell’ultimo convegno della Casa della Città?

b- Quali sono i temi più urgenti e importanti sui quali il Laboratorio si dovrà impegnare?

c- Come si può procedere alla riorganizzazione dei gruppi di lavoro?

d- Come organizzare gli incontri tra i membri dei gruppi di lavoro (luoghi e tempi)?

e- Come organizzare gli incontri tra i differenti gruppi di lavoro (luoghi e tempi)?

f- Come promuovere alcuni incontri con le amministrazioni, gli enti e le associazioni territoriali?

g- Con quali tempi, mezzi e modi si potranno produrre materiali idonei a promuovere azioni e programmi che siano utili e appetibili per l’amministrazione pubblica?

h- Come creare occasioni di confronto con altri Laboratori (dell’Ordine o di altri enti) che sono interessati alle nostre tematiche in ambito nazionale?

i- In quale modo il Laboratorio può aprirsi ai giovani ?

Alcune osservazioni di Elena Mortola (24 agosto ’15)

I gruppi di lavoro nel Laboratorio permanente  “La città Storica da un punto di vista di genere” sono stati funzionali al lavoro svolto fino ad ora, soprattutto per gli ultimi convegni e incontri alla Casa della Città e al Municipio Roma1. Dopo la consegna del documento all’Alfonsi GIUBILEO OGGI,ROMA DOMANI, al quale ha partecipato attivamente il Lab. Permanente, bisogna fare il punto della situazione e vedere come procedere. Se lo scopo del Lab. è quello di essere utile all’amministrazione bisogna vedere i margini di autonomia del Lab. e il tipo di contributo che può dare. Innanzi tutto bisogna confermare il carattere di tipo partecipativo che esclude qualsiasi tipo di azione individualista sia per il tipo di contatti con l’amministrazione, sia per quanto riguarda le pubblicazioni sulle attività del Laboratorio. Il Lab. non ha avuto finanziamenti per le attività svolte. “Credo che nessuno abbia pensato di arricchirsi con le attività del Lab.”, come dice Marta Carusi, giovane componente del suddetto. “Ho riscontrato che troppo spesso il lavoro dei gruppi veniva “fatto a casa” da chi aveva il tempo di farlo (principalmente professionisti in pensione) anzichè durante gli incontri e quindi privando di fatto il lab di un momento di costruzione partecipata di un percorso comune. ”
Questa osservazione è giusta, però per fare quello che finora abbiamo fatto, se ci fossimo basati sul lavoro fatto durante gli incontri, probabilmente saremmo al punto di partenza.
Questo non significa che non si possano rendere più attivi gli incontri, ma anche questo richiede del “lavoro fatto a casa”, senonaltro di tipo organizzativo. Quindi possiamo precisare quello che può essere fatto durante le riunioni che devono essere “di almeno due ore e organizzate prima”, sia pure per email, con il contributo di tutti, o perlomeno di quelli che vogliono partecipare. Bisogna anche discutere se l’organizzazione per gruppi di lavoro può essere migliorata e l’eventuale aggiornamento dei temi dei gruppi sulla base del lavoro svolto fino ad ora. Quello che deve essere evitata è l’eccessiva autonomia dei gruppi che devono partecipare in modo omogeneo all’attività comune, altrimenti il Lab. non ha nessun senso, se non quello esclusivo dei coordinatori, mentre i gruppi lavorano per un fine diverso da quello del Lab.
Inoltre anche nell’immediato futuro il Lab. non avrà finanziamenti, anche le eventuali pubblicazioni comuni dovranno essere autofinanziate. E’ probabile che qualche componente abbia risorse finanziarie personali o della propria associazione o dell’Università, in questo caso, bisogna stabilire delle regole o delle norme preventive per garantire che vengano precisate le fonti del lavoro comune che si cita.
Sarebbe opportuno organizzare un incontro presso la Casa dell’Architettura in un’aula opportuna nella quale tutti possono stare attorno a un tavolo, nella quale fare un workshop simile a quello che abbiamo fatto all’inizio, però questa volta per raccoglere idee su come deve essere organizzato il Lab. e in particolare sui seguenti temi:
a- Devono essere pubblicati gli atti del Convegno alla Casa della Città?
b- Come devono essere organizzati i gruppi di lavoro?
c- Su quali temi?
d- Come devono essere organizzati gli incontri? E’ necessaria la presenza?
e- Ogni quanto tempo si incontrano i gruppi di lavoro?
f- Ogni quanto tempo gli incontri plenari?
g- …………

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Tre sono stati gli ultimi eventi di un certo peso del Lab.

1.Incontro presso la Casa della Città con il Laboratorio Permanente di 1.Progettazione Partecipata “La città storica da un punto di vista di genere”

22 aprile 2015 ore 15,30 CASA DELLA CITTA’

2.Rivitalizzazione del patrimonio pubblico nella Città Storica di Roma

WORKSHOP SULLA Rivitalizzazione del patrimonio  pubblico nella Città Storica di Roma 17  GIUGNO 2015 , ore 16, Lungotevere Pierleoni 1
Promosso dal LABORATORIO PERMANENTE del Dipartimento Beni Culturali dell’Ordine degli Architetti PPC  di Roma e Provincia “La Città Storica da un punto di vista di genere” , il Municipio Roma1, La casa della Citt

3. Giubileo OGGI, Roma DOMANI

GIUBILEO OGGI, ROMA DOMANI
Le priorità degli abitanti di Borgo, Prati e Della Vittoria

Le richieste sono state consegnate all’Alfonsi il 15 luglio 2015 affinchè le comunichi al Sindaco



Commenti di Elena Mortola:

Il Convegno di cui sopra al punto 1. aveva lo scopo di mettere in contatto pubblicamente il Lab. permanente con le altre associazioni attive nel territorio del Municipio Roma1. In realtà, forse per colpa del Coordinatore (Elena Mortola), è stato dato troppo spazio alla presentazione delle attività del Lab. stesso e di conseguenza è rimasto troppo poco tempo per il dialogo con le Associazioni, alcune delle quali hanno partecipato con un contributo scritto (ppt pubblicato su questo sito e quello dell’Ordine). Sarà importante in futuro proseguire questo dialogo con “Libera”, “Associazione Mondo di Comunità e Famiglia”, “Comitato Piazza Vittorio Partecipata (CPVP)”, “Associazione Progettazione Sostenibile Partecipata (PSP)”, “Lega COOP Lazio”, “Italia Nostra”, “Associazione FIDAPA”, “Associazione Giuriste Italiane”, “UNINDUSTRIA Roma”, “MO.I.CA.”, “Associazione BPCO”, “Ass. cult. Bell’Italia 88”, “Consulta fem. Reg. Lazio” , “Coord. Res. Città Storica”, “Associazione Lei Può”, “Associazione SIUIFA”, “RINASCIMENTO ROMA”, “Ecoistituto”, “Comitato Delle Vittorie”, “Associazione Civico 17”, “Fondo Ambiente Italiano”,  “Associazione C.A.L.M.A.”, “Cittadinanza Attiva”, la maggior parte delle quali hanno partecipato ma senza intervenire (in grassetto le ass. intervenute con un intervento o con un ppt).

Per quanto riguarda i contenuti del WORKSHOP sulla Rivitalizzazione del patrimonio  pubblico nella Città Storica di Roma 17  GIUGNO 2015 , ore 16, Municipio Roma1,Lungotevere Pierleoni 1. Personalmete, abitanto e avendo l’ass. PSP nel quartiere Delle Vittorie, ho approfondito la questione del Patrimonio Pubblico in questo quartiere.

RIQUALIFICAZIONE DI EDIFICI ABBANDONATI
Sono stati individuati edifici abbandonati di proprietà pubblica che siano in grado di ospitare attività di servizio, artigianali e residenziali, soprattutto giovanili; Le aree più interessanti per creare nuove residenze per giovani (che altrimenti sarebbero espulsi dal quartiere, per mancanza di nuove residenze sia pubbliche che private), servizi per turisti e servizi per gli abitanti in genere sembrano essere l’ex-rimessa ATAC (vedi schede progetto), l’edificio di Telecomunicazioni in viale Angelico 19 (vedi schede progetto dell’Ass. PSP e dell’Ass. Mondo di Comunità e Famiglia), forse parte dell’area del mercato dei fiori (vedi scheda progetto degli abitanti con destinazione a parcheggio), le aree occupate dalle caserme tra viale delle Milizie e viale Giulio Cesare (aree da approfondire).

POLITICA DEGLI AFFITTI DI EDIFICI RESIDENZIALI PUBBLICI
Nell’area Delle Vittorie sono presenti tre edifici destinati a residenza pubblica (vedi Mappa delle proprietà pubbliche) e sono l’edificio dell’arch. De Renzi a Piazza Mazzini, un edificio a corte in via Dardanelli e un edificio a via Sabotino (di fronte al Bar Antonini) . Abbiamo saputo che gli appartamenti di questi edifici sono stati riscattati dai residenti. Per cui tutto il patrimonio pubblico è utilizzato a scuola o altre attività pubbliche ad eccezione degli edifici citati al punto precedente. Naturalmente attendo il commento del coordinatore del gruppo Paola Rosati per quanto riguarda il Patrimonio Pubblico del Municipio Roma1 in generale.

Commento di Marta Carusi

ciao Elena,
ho letto anche la precedente e-mail e rispondo qui ad entrambe.

Per quanto riguarda la mia disponibilità: la mia assenza, da maggio, è dovuta al trasferimento a Pompei, che mi terrà occupata certamente fino al 30 novembre.

Per quanto riguarda il mio interesse verso la PP: l’argomento della progettazine partecipata per me è relativamente nuovo; sono specialista in restauro e lavoro nell’ambito monumentale da 16 anni, tuttavia conosco bene i metodi del dialogo non competitivo, l’assenza di conflitto ecc. perchè sono temi che affrontiamo quotidianamente dentro MCF.
Il tema mi ha molto affascinato, all’inizio dell’anno mi sono studiata tutte le dispense di Giangrande, i vostri siti e anche molto di più. Ho trovato la PP un ottimo metodo per creare consapevolezza nella cittadinanza, e quindi anche educazione alla cittadinanza. Ho sempre visto la mia professione come un servizio verso la società e la figura dell’architetto “che si mette a disposizione” in un processo partecipativo  mi ha molto entusiasmato.

Per quanto riguarda il mio interesse verso il lab: è legato a quanto detto sopra sulla PP, tuttavia sono rimasta molto delusa dalle modalità con cui si è gestito.
Ho riscontrato che troppo spesso il lavoro dei gruppi veniva “fatto a casa” da chi aveva il tempo di farlo (principalmente professionisti in pensione) anzichè durante gli incontri e quindi privando di fatto il lab di un momento di costruzione partecipata di un percorso comune. Questo certamente non favorisce la partecipazione dei giovani.

L’occasione delle conf. urbanistiche, a mio parere, era ottima per integrare quanto emerso dal workshop e cominciare un dialogo con l’amministrazione. Mi sarei aspettata, come spiega Giangrande, che progressivamente avremmo individuato le associazioni da coinvolgere in uno sviluppo dei fuochi, e in questa direzione è andata la mia azione attraverso il coinvolgimento di:
– MCF per il discorso “riportare le residenze nel centro storico”, con una proposta di contributo dell’associazione a creare reti sociali che valorizzassero le diversità;
– Libera per affrontare in maniera strutturata l’argomento beni confiscati e cominciare a ipotizzare di prevedere partecipazione anche nel loro recupero.
In questo processo, però, ho avuto la sensazione che lo sforzo di trovare associazioni il cui coinvolgimento fosse coerente con quanto emerso dai fuochi non fosse interesse del lab. Il giorno che Marco (Libera) è venuto all’Ordine, la confusione, la disorganizzazione e la mancanza di accoglienza nei suoi confronti mi hanno abbastanza sconcertata.

Il Convegno, infine, lo ho trovato molto lontano dai propositi che mi sembrava ci fossimo posti: trasformato in maniera irriconoscibile in ambiti esterni alle riunioni collegiali del lab. Questa è stata una cosa che mi ha fatto sentire sostanzialmente inutile così come inutile, a quel punto, mi è sembrato tutto il tempo speso per costruire l’evento.

L’assenza dei giovani, infine, non credo sia legata al fatto che il lab non fornisce lavoro, ma ad una modalità di riunione che non tiene in conto le dinamiche della vita di un professionista che si ritaglia del tempo togliendolo al lavoro, alla famiglia, alla vita privata. Le riunioni non erano operative, ci si perdeva in chiacchiere e si faceva poco a fronte della durata consistente, demandando tutto al lavoro a casa di pochi professionisti (pensionati perchè gli altri non se lo possono permettere). Questo fa sentire esclusi coloro che, al di fuori della riunione, non possono materialmente dedicare tempo al tema.

Io non sono mai venuta con l’obiettivo di trovare un lavoro, ma per dare un contributo concreto al tema della partecipazione a Roma, per questo ero interessata ad avviare progetti duraturi e strutturati con l’amministrazione. Se poi da questi ne fosse venuto anche un rimborso spese (o anche un guadagno), sarebbe stato un riconoscimento dell’utilità del lavoro svolto, da non sottovalutare visti i problemi legati al lavoro giovanile.

Ecco, questo è un po’ tutto quel che ho da dire. A me l’argomento della partecipazione continua ad affascinare e ad interessare, e ritengo che il futuro dell’amministrazione non possa non fare i conti con questa modalità di intervento. Tuttavia le mie perplessità sul lab sono consistenti, ho scelto di dirtele, spero di non aver offeso nessuno.
Finchè starò a Pompei il mio contributo sarà un’incognita, se però mi mantieni nella mailing list mi fa piacere rimanere informata sugli sviluppi del lavoro.
ciao Marta

Commento di Romina Peritore

Ciao Elena, la mail di Marta mi sembra onesta, nel senso che ha sollevato alcune criticità e fa anche delle proposte.

Per me bisogna chiarire le posizioni delle coordinatrici dei gruppi, facendo valutazione critica sul coinvolgimento delle persone che formavano i gruppi, chiedendosi perché qualcuno non ha partecipato più verso la fine del processo? bisogna capire che l’apporto delle associazioni è fondamentale per fare un lavoro condiviso, i gruppi hanno invitato le associazioni al convegno? le attività di gruppo devono essere svolte in laboratorio, quando ci si vede con una programmazione collettiva. Dopo che avete chiarito, farei una riunione con tutte le associazioni per sollevare bisogni, dopo il convegno, fare proposte su attività future ed individuare gli obiettivi che si prefiggono. Farei esporre ed impegnare loro maggiorente in questa seconda fase.
Ci sentiamo verso fine agosto-primi di settembre, baci e buone vacanze!

 

Allegati:

ELENCO DEI CITTADINI CHE HANNO CONTRIBUITO A ELABORARE LE PROPOSTE contenute nel rapporto GIUBILLEO OGGI ROMA DOMANI
nome e cognome e-mail ente/ comitato/associazione
Alessandro Giangrande alessandro.giangrande@uniroma3.it Associazione PSP ex RomaTre
Andrea Laguardia a.laguardia@legacooplazio.it Lega COOP Lazio
Anna Barberio fatmeh145@gmail.com Italia Nostra
Anna Giulia Manno agiulia.manno@libero.it Associazione FIDAPA
Annamaria Buzzetti annamariabuzzetti@libero.it Associaz. Giuriste Italiane
Antonella Tizzani antotizzani@tiscali.it UNINDUSTRIA Roma
Concetta Fusco fuscoconcetta1@gmail.com MO.I.CA.
Elena Mortola elena.mortola@uniroma3.it Associazione PSP ex-RomaTre
Enrico Fattinnanzi e.fattinnanzi@libero.it Università “La Sapienza”
Fausta Franchi faustafranchi@libero.it Associazione BPCO
Federico Auer federico.auer@gmail.com Ass. cult. Bell’Italia 88
Fiorenza Irace fiorenzairace@gmail.com Consulta fem. Reg. Lazio
Gabriella Anselmi gabriella.anselmi@libero.it Consulta fem. Reg. Lazio
Gaia Pallottino gaia.pallottino@gmail.com Coord. Res. Città Storica
Gemma Mezza gemma.mezza@gmail.com Italia Nostra
Guglielmina Di Girolamo a.picco@inwind.it
Ippolito Massenzi ipp.mass@libero.it Consigliere A.N.I.P.
Jacopo Argilli jacopo.argilli@gmail.com Consigliere Mun. Roma I
Jacopo Magrini jacopo.magrini7@gmail.com
Laura Pera l.pera84@gmail.com
Lea Angeloni l.angeloni@gmail.com Associazione PSP
Lidia Desiderio lidiadesiderio@alice.it
Luca De Marchis luca.dm@mclink.it
Lucia Martincigh lucia.martincigh@uniroma3.it Università Roma Tre
Luciana De Luca luciana@f2s.com
Luisa Chiumenti luisachiumenti@libero.it Giornalista
Margherita Carè marghecare@gmail.com
Maria Antonietta Faraoni maf4350@alice.it
Maria Donatella Aiello avvaiello@tiscali.it Associazione FIDAPA
Mariella Pepe mmpepe@tiscali.it
Marina Fresa marina.fresa@gmail.com Cittadinanza Attiva
Marta Carusi m.carusi@awn.it Ass. Comunità e Famiglia
Matilde Fornari 2matilde.fornari@gmail.com Associazione SIUIFA
Maurizio Colace maurizio.colace@fastwebnet.it RINASCIMENTO ROMA
Mauro Della Casa maurodellacasa61@gmail.com
Melania Cavelli melania.cavelli@libero.it Ecoistituto
Nicoletta Morandi avv_n.morandi@libero.it
Orietta Lupo ori.lupo@yahoo.it Comitato Delle Vittorie
Paola Curatolo paolacuratolo@hotmail.it
Paola Parissi paola.parissi@virgilio.it
Paola Rosati paola_rosati@libero.it Associazione Leipuò
Paolo Longo longopaol@tiscali.it
Paolo Magrini paolomagrini.architetto@gmail.com
Pia Petrucci pia.petrucci@libero.it Associazione FIDAPA
Raffaella Seghetti r.seghetti@gmail.com Associazione SIUIFA
Renata Bizzotto r.bizzotto@archiworld.it Associazione SIUIFA
Roberto Scippa roberto.scippa@tiscali.it
Romina Peritore rperitore@gmail.com Associazione PSP
Rosamaria Sorge rosamaria.sorge@icloud.com Associazione FIDAPA
Rossella Pesoli rossella.pesoli@beniculturali.it Soprinten. Roma Capitale
Rossella Poce rossellapoce@libero.it Associazione FIDAPA
Serenella Monteferri pluraleserenella232@gmail.com UNINDUSTRIA Roma
Silvana Schipani silvanaschipani.architetto@gmail.com
Silvia Acquistapace verdesilvie@inwind.it
Silvia Gnetti silvia.gnetti@alice.it Associazione CIVICO 17
Stefania Barbieri stefaniabarbieri@gmail.com
Susanna Menichini susanna.menichini@uniroma1.it Università “La Sapienza”
Tiziana Marafante tiziana.marafante@gmail.com
Valeria Giaccari giaccari@orienta.net UNINDUSTRIA Roma
Valeria Grilli val.grilli@gmail.com Fondo Ambiente Italiano
Virginia Rossini virginia.rossini@alice.it Ordine degli Architetti
Vittorio Sartogo vittorio.sartogo@tiscali.it Associazione C.A.L.M.A.

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