Documento del Coordinamento Cittadino Progetto Partecipato per la Conferenza Urbanistica del 1° Municipio

L’incontro presso la sede del PSP del 10 sett. ore 17 è stato molto interessante.

Erano presenti Alessandro Giangrande, Elena Mortola, Paola Rosati, Silvia Gnetti, Romina Peritore, Carlucci, Orietta, Marta Carusi, Silvana Schipani, Lidia Desiderio, Laura Pera (per conto di Andrea Laguardia e di se stessa), Caterina Pilo Boyl. Si è parlato del “Laboratorio Permanente per la Città Storica da un punto di vista di genere” e in particolare dei due gruppi di Lavoro “Patrimonio” e “Spazi dismessi e da rigenerare”. I due gruppi di lavoro sono stati confermati. Inoltre si è deciso di nominare due rappresentanti per ognuna delle Associazioni qui elencate ( Ass. PSP, Ass.CIVICO17, Comitato Delle Vittorie, Coordinamento Cittadino Progetto Partecipato (CCPP) e per il “Laboratorio Permanente per la Città Storica da un punto di vista di genere” , che dovranno partecipare ai Laboratori della Conferenza Urbanistica del 1° Municipio nei due mesi successivi l’incontro del 25 settembre 2014. Si è deciso inoltre di rendere comuni i seguenti documenti: Le Cooperative di Comunità CoopComunità e il Progetto Comunità e Famiglia ProgettoComunitaeFamiglia.
Si è deciso inoltre di inviare un breve documento con alcuni allegati ai coordinatori della Conferenza Urbanistica del 1° Municipio relativo alle attività svolte dalle Associazioni sopra citate per il recupero e riuso dell’ex-rimessa ATAC di piazza Bainsizza, allegando le due Tavole ATAC Tav 1 JPG 14_01_13 smallfinale

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presentate presso Casa dell’Architettura a gennaio 2013 alla Mostra Caserme e altri complessi in dismissione.

In particolare ricordiamo le critiche del Laboratorio di progettazione Partecipata dell’ex Municipio XVII al programma di valorizzazione presentato dal Comune di Roma

LE CRITICHE DEL LABORATORIO AL PROGRAMMA DI VALORIZZAZIONE
Il Programma di valorizzazione è del tutto privo di un’idea di città diversa, capace di promuovere un modello sostenibile per i cittadini e il territorio. Il progetto  ignora le linee guida elaborate dal Laboratorio, non tenendo conto dei fabbisogni oggettivi del quartiere e non rispettando il contesto dal punto di vista storico e morfologico del tessuto insediativo.
Per l’attuazione del programma sono previste importanti modifiche al PRG.
La cubatura totale del progetto è significativamente maggiore di quella del manufatto esistente, in contrasto con il PRG e la deliberazione 39/2011. La quantità di spazio pubblico è molto inferiore a quella prescritta, che prevede che almeno la metà della SUL del complesso debba essere destinata a “servizi o spazi pubblici d’interesse generale o locale”. Le destinazioni d’uso sono in contrasto con quelle proposte dagli abitanti, che non prevedono quote così alte di residenza, commerciale, direzionale privato e parcheggi; le attività culturali, ricreative, sociali, museali etc. — presenti nelle linee guida e nelle “visioni” degli abitanti —sono quasi del tutto ignorate nel progetto.
Il progetto prevede interventi di demolizione e ricostruzione nella totalità dello spazio edificato – ad esclusione del DSM – nonostante il PRG definisca l’ex deposito “manufatto di archeologia industriale” e lo inserisca nell’elaborato della Carta per la Qualità, riconoscendone il valore storico e architettonico. Inoltre il progetto presenta elementi di squilibrio tra le diverse parti del complesso, dovuti principalmente alle diverse altezze degli edifici che variano da due a sei piani fuori terra, che negano di fatto l’impianto  del complesso.
L’analisi urbanistica allegata al Programma non fornisce né informazioni sulla fattibilità tecnica ed economica del progetto, né dati riguardanti la consistenza storica degli edifici esistenti, le dotazioni di verde e di servizi, gli attuali flussi di traffico veicolare e la situazione idrologica del quartiere, disattendendo di fatto il PRG dove afferma che le nuove specifiche destinazioni d’uso e la SUL
massima debbano essere definite sulla base di una valutazione di sostenibilità urbanistica estesa agli ambiti di riferimento. Ciò impedisce, tra l’altro, di valutare la possibilità di realizzare senza rischi i numerosi parcheggi interrati previsti e il possibile aumento di traffico, della sosta selvaggia, etc. indotto dalla presenza del nuovo complesso.

Per mostrare l’impatto del Progetto di Valorizzazione dell’ATAC – Comune di Roma riportiamo i profili di questo progetto (in giallo con sez. in rosso) da confrontare con i prospetti dello stato di fatto

Profili del progetto ATAC-ComuneTrasformazione della sagoma del complesso

Prospetti attuali

Come si può osservare, nello stato di fatto non ci sono più di tre piani, nel progetto del Comune, oltre la demolizione, i piani costruiti fuori terra sono sei e i piani interrati per i parcheggi sono due.

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