Verbali Conferenza Urbanistica 1° Municipio – Programma Laboratori

Osservazioni di Elena Mortola dopo l’incontro del 19 dic. 2014 alla Casa della Città
casa-città 19-12-14
Ieri 19 dicembre molti cittadini hanno partecipato alla “Visione” delle carte dei valori presso la Casa della Città, che purtroppo non riusciamo a vedere pubblicate nel sito del Comune, così come non riusciamo a vedere pubblicati i documenti più importanti prodotti in questi ultimi due mesi e cioè le schede-progetto. Queste schede progetto dovrebbero essere visionate soprattutto da quei cittadini che non hanno partecipato ai laboratori e dovrebbero costituire la base attorno alla quale costruire i laboratori dei Municipi. Naturalmente nel Laboratorio di progettazione partecipata “La città storica da un punto di vista di genere” continueremo a lavorare sulle aree problema e sulle opzioni già individuate aggiungendo le nuove prodotte durante la preparazione della Conferenza Urbanistica, relativamente alla Città Storica.
Elena Mortola
Osservazioni di Elena Mortola dopo l’incontro del 20 nov. presso la sede del Municipio Roma 1 presso la sede di circonv. Trionfale 19

Forse bisogna fare una riflessione su quanto è successo ieri al Municipio. Abbiamo protestato perchè il Municipio non ha ancora pubblicato sul suo sito il materiale già elaborato, cioè la localizzazione su una mappa dei siti dismessi o in dismissione e le schede-progetto elaborate dai cittadini e dalle associazioni.
Ieri volevano solo parlare di principi che avevano elaborato loro sulla base di quanto detto nei lab precedenti e sul materiale prodotto. Abbiamo chiesto un incontro in più martedì prossimo per discutere sulle schede-progetto elaborate dalle associazioni e dai singoli, sui problemi individuati nella mappa negli incontri precedenti e sulla lista dei principi elaborati da loro, dopo averne , naturalmente, presa visione. Avevo proposto di mettere io sul sito della associazione PSP il materiale di cui sopra e anche se la Tatiana Campione non fosse contraria, alcuni dei facilitatori hanno insistito sul fatto che questo lavoro dovesse essere fatto dal Municipio. Speriamo! Pare che siano state elaborate, finora, una quarantina di schede-progetto. A mio avviso, sarebbe molto importante che i cittadini e le associazioni che hanno prodotto materiale si costituissero in rete.

A presto

Elena Mortola

Risposta di Marta Carusi
sono perfettamente d’accordo sulla costituzione di una rete, anche perchè le conferenze urbanistiche degli altri municipi e i processi partecipativi (almeno nel secondo) si stanno risolvendo con un nulla di fatto.
Io insisto col dire che il Laboratorio dell’Ordine, a mio parere, in tutto questo processo dovrebbe avere un ruolo riconosciuto, attraverso la definizione di un accordo con l’amministrazione di Roma Capitale, che ci veda quale soggetto competente e di riferimento per le azioni di partecipazione cittadina per tutto ciò che concerne le trasformazioni urbane.
Anche perchè la volontà politica dura cinque anni (quando va bene), mentre io credo che noi dobbiamo puntare su un servizio permanente; questo può essere garantito da un accordo tra l’Ordine (attraverso il laboratorio) e l’amministrazione, che vada oltre la volontà/interesse del politico del momento.
Per questo, parallelamente alla conferenza urbanistica, come Laboratorio dell’Ordine lavorerei su di una proposta concreta di accordo. In questo ambito, la rete cittadina avrebbe il Laboratorio come riferimento.
Faccio queste osservazioni senza sapere se ci siano controindicazioni burocratiche, di ruolo dell’Ordine ecc.ciao Marta
PREPARAZIONE SCHEDE PROGETTO PERI LABORATORI DELLA CONF. URBANISTICA MUNICIPIO ROMA1 -11 NOVEMBRE 2014
GIARDINO A.MAI
Si fa riferimento alla pubblicazione edita dall’editore Gangemi
“Progettazione Partecipata: il caso dell’Angelo Mai nel rione Monti a Roma”
a cura di Alessandro Giangrande e Elena Mortola, 2011La Rete Sociale Monti (RSM) dal 2002 coadiuvata dall’Università Roma TRE diventa protagonista e
promuove numerose azioni dirette a salvare l’Istituto dalla cartolarizzazione. All’inizio i rapporti con il
I Municipio sono profiqui. I risultati di un primo progetto finalizzato al recupero e riuso dell’Angelo Mai
vengono esposti in piazza Madonna dei Monti. Il ruolo dell’Università è soprattutto maieutico e
metodologico, mentre è compito degli abitanti formulare specifiche proposte di riqualificazione.
Per le diverse parti del complesso sono proposte nuove destinazioni d’uso e nuove forme di gestione degli
spazi recuperati. Gli amministratori comunali,dopo aver deciso di acquisire il complesso per stralciarlo
dall’elenco dei beni da cartolarizzare, fanno la scelta meno impegnativa destinando i suoi spazi a scuola:
ad utilizzarli sarà la scuola media “Viscontino”, con sede in via IV Novembre. Nel 2004 il Sindaco Veltroni
annuncia ufficialmente il blocco della vendita del complesso. L’UO VIII del XII dip. diretto dall’arch.
Cuccaro inizia il progetto definitivo. Per un breve periodo l’Istituto viene occupato dal Comitato di Lotta
per la casa Nel 2005 La RSM, nonostante l’occupazione, decide di creare un gruppo di lavoro per elaborare
il progetto di recupero degli spazi non scolastici che il Comune aveva promesso di destinare al rione come
giardino pubblico.
Nel 2006 il Comune bandisce la gara d’appalto per i lavori di consolidamento. L’occupazione finisce e
l’Università Roma Tre bandisce un workshop – concorso con la Bauhaus di Weimar “Recupero e riuso del
giardino dell’Angelo Mai” illustrato nella pubblicazione ed elabora un progetto descritto da pg 105 a
pg 111. Solo alla fine del 2009 si è presentata la possibilità con l’ass. al Centro Storico Gasperini di
realizzare il progetto del giardino. L’arch. Cuccaro sta continuando il recupero degli edifici.
Oggi ripresentiamo la proposta di realizzazione del giardino pubblico che ha impegnato per tanti anni gli
abitanti della RSM, tanti studenti e docenti dell’allora Facoltà di Architettura, molti amministratori pubblici,
documentata dalla pubblicazione allegata.
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Martedì 4 novembre 2014 ore 17 si sono riuniti in via della Greca 5 i laboratori della Conferenza Urbanistica del Municipio 1. La prossima riunione l’11 novembre sempre alle 17 in Circonvallazione Trionfale 19.
Erano presenti al tavolo 4) Spazi dismessi e da rigenerare una quindicina di persone che hanno segnalato su una mappa i luoghi e complessi da rigenerare. Sul sito del municipio Roma1 Risorse per Roma pubblicherà i risultati dell’incontro.
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Tutte/i  coloro che intendessero presentare  –  sia personalmente che a nome di un comitato o di una associazione -proposte e progetti riguardanti il territorio del Municipio Roma 1, potranno partecipare alle attività dei Laboratori attivati dall’Assessorato alla Trasformazione Urbana del Comune. L’ invito è rivolto in particolare a tutte/i coloro che  hanno a cuore le sorti dell’ex deposito ATAC di piazza Bainsizza , avendo contribuito a elaborare le  linee guida per il suo recupero e riuso.

Le attività si svolgeranno in quattro date successive:

          4  novembre 2014, dalle ore 17.00 alle ore 19.00, presso la sede del Municipio in Via della Greca 5.

          11 novembre  2014, dalle ore 17.00 alle ore 19.00, presso la sede del Municipio in Circonvallazione Trionfale 19.

          20 novembre 2014, dalle ore 17.00 alle ore 19.00, presso la sede del Municipio in Circonvallazione Trionfale 19.

          4 dicembre 2014, dalle ore 17.00 alle ore 19.00, presso la sede del Municipio in Via della Greca 5.

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Conferenza Urbanistica Municipio1 Presentazione 16 ottobre 2014

Interventi di V.Sartogo, E.Mortola, P.Rosati, R.Peritore

Vittorio Sartogo:

La  relazione dell’assessore Caudo mi ha assai deluso (non ostante
Elena abbia invece espresso un giudizio differente): sia perché una
congerie di dati statistici – peraltro da sei mesi ripetuti ad ogni
inizio di conferenza municipale senza particolari dettagli “locali” –
non è stata neppure proposta con un filo interpretativo e con alcune
conseguenze, per esempio con una messa a punto sulle infrastrutture
decise o progettate; sia perché alla fine le decisioni riguardanti la
metro C, il Metropolitan, la privatizzazione dei beni pubblici  …,
ovvero le trasformazioni destinate a ribadire la funzione del cs come
maxi outlet sono state date per acquisite. Anzi l’idea di un ritorno
della residenzialità è stata contraddetta dalla proposta – stupefacente
– di una politica più attenta al turismo fieristico o congressistico,
per irrobustirne la presenza.
Non voglio annoiarvi ulteriormente, ma ho accennato sinteticamente il
mio giudizio per dirvi che, secondo me, lo scoglio maggiore – la
maggiore incertezza, usando la terminologia suggerita da Alessandro – è
data dall’idea del centro storico, e dunque della città, propria
dell’Amministrazione (non a caso Caudo ha evitato di esprimerla,
rinviandone la manifestazione all’esito delle Conferenze!), cui non si
potranno proporre neppure correzioni stante il cosiddetto processo
partecipativo indicato. Ridotto a occasione tecnica per graficizzare, da
parte di Risorse per Roma, le idee progettuali dei cittadini; senza
peraltro un calendario noto in anticipo, come ha notato Elena, e senza
alcuna preevedibile continuità. D’altro canto l’esperienza disastrosa,
per le associazioni,  della partecipazione all’elaborazione del PGTU ha
insegnato che vengono  accettati solo pochi dettagli marginali, non in
grado di modificare alcunché dell’impianto complessivo . Non ostante ,
forse non a caso, che tutti si dicessero convinti dell’opportunità di
diminuire l’utilizzo di auto, ecc. ecc.. Ad esempio, la tariffazione
della sosta – identificata come strumenti principe di dissuasione – si
sta rivelando come un’ulteriore tassa  poiché resta slegata da un
politica che individui le caratteristiche delle differenti modalità in
cui si realizzano la sosta o la fermata, predisponendo strumenti adatti
ad evitarle o ridurle. Con il concreto pericolo, se avesse successo, di
trasformare i quartieri periferici o immediatamente a ridosso del cs, in
aree di compensazione, ovvero di aumentarne la congestione. Speriamo,
tuttavia restando pessimista, che questa volta vi sia una qualche
apertura.

Paola Rosati

Grazie Elena
richiesta quanto mai opportuna! e soprattutto l’aver sottolineato che la partecipazione è un processo complesso e non a spot.

Elena Mortola
Infatti la partecipazione dovrebbe entrare di più nei processi decisionali, fin dall’inizio. Quello che andremo a fare nei Laboratori dovrebbe essere un punto di partenza per l’avvio di processi partecipativi che partano però da una visione strategica di interventi collegati tra di loro e sinergici. Ho visto che nel sito di Roma capitale c’è una mappa con i processi partecipativi in corso e quelli completati. Vorrei commentare quello a cui ho partecipato io che riguardava il recupero dell’ex rimessa ATAC di P.Bainsizza. Nella mappa risulta che quel processo partecipativo viene considerato “completato”. Se si leggono gli interventi e la relazione conclusiva no si può non considerare che in realtà in quel caso tutti gli interventi conclusivi degli abitanti erano contrari come contrario era l’intervento della Presidente De Giusti dell’allora XVII Municipio a nome del Municipio stesso. Il Consiglio comunale non ha approvato il progetto del Comune/ATAC. Che valore ha il “processo partecipato completato”?

In merito alla Conferenza: sembrerebbe che l’amministrazione capitolina voglia fare i processi partecipativi sui casi in cui c’è un finanziamento sicuro. In realtà a questo punto la partecipazione serve a poco. E mi sembra, leggendo i verbali, che il caso della caserma in via Guido Reni lo metta bene in evidenza, così come il caso di via Giulia.

In realtà i processi partecipativi devono partire quando i cittadini e l’amministrazione riconoscono l’evidenza di un problema da risolvere (area di decisione) e insieme cercano di trovare soluzioni realizzabili e coerenti fra loro.

L’introduzione della Cooperativa di Comunità, dopo che i gruppi di lavoro dei laboratori hanno individuato soluzioni, da forza al processo partecipativo-decisionale, coinvolgendo tutti gli attori a impegnarsi finanziariamente, compresi gli abitanti.

 

Romina Peritore

Notizie non buone sui depositi Atac

leggete
Ricordo che Orietta conosceva Ferrari, sarebbe il caso di indagare subito, tutti con i contatti che abbiamo..visto i tempi..
L’articolo riporta:
Tornerà in Aula Giulio Cesare, dopo il via libera in commissione Bilancio, la delibera ereditata dall’amministrazione Alemanno e aggiornata dalla giunta Marino che prevede la messa sul mercato di una serie di immobili di proprietà della municipalizzata capitolina“.

“La delibera aggiornata (122/2014, che va a rettificare la 39 del giugno 2011) è stata approvata nelle scorse settimane in commissione Urbanistica, ed è arrivata stamattina all’attenzione della commissione Bilancio, presieduta da Alfredo Ferrari (Pd), che esprimerà però parere la prossima settimana. “L’impianto è lo stesso della precedente” ha spiegato Ferrari. “La prossima settimana ascolteremo Atac per capire a che punto siamo con l’elenco B sia se ci sono novità sull’elenco A, come la procedura Portonaccio che sarebbe sospesa, e per sapere come procede l’iter di valorizzazione e quali sono le idee dell’azienda”. Tutto, comunque, “verrà realizzato in equilibrio con la partecipazione dei cittadini, il tessuto della città e le esigenze dei territori”.

In ogni modo sull’ ex-deposito ATAC tra parentesi c’è scritto “i cittadini vogliono verde e servizi”


 

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